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Pino Daniele


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Biografia completa di Pino Daniele 2/6
Dagli anni '70 agli '80. Gli anni più intensi della carriera di Pino Daniele.



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Il Successo A Napoli


La svolta definitiva che segnò l'avvio di una splendida carriera fu il suo incontro con Rosario Jermano, batterista e percussionista, che diede vita ad una serie di formazioni che affinarono sempre di più il suo ormai inconfondibile sound. Nel 1976 registra il suo primo singolo "Che calore", proprio in collaborazione con Jermano, che, anche se non riscuote molto successo, gli spiana la strada verso la fama. Sotto consiglio dell'amico batterista, Pino Daniele cominciò a realizzare una serie di canzoni che rispecchiassero uno stile musicale particolare fra blues e tradizioni. Dalle speranze e le amarezze di una stagione irripetibile di sogni e di impegno sociale nasce il suo primo album, "Terra mia", in cui trasforma in musica e poesia le vibrazioni dell'ambiente sociale e di quella particolare atmosfera in cui è immerso. E tutto ciò con una felicissima contaminazione tra rock e blues. Il blues... La band tutta napoletana di 'Vai mo'': Fabio Forte, Tony Esposito, Pino Daniele, Joe Amoruso, Tullio De Piscopo, James Senese e Rino Zurzolosuo più grande amore, che arricchirà con influenze dal jazz e dalla musica latina: è il "sound napoletano", un nuovo genere musicale! Il suo nome comincia ad imporsi, e Pino grida, si sfoga, vuol far sentire il suo urlo a lungo represso: l'urlo di Je so' pazzo, l'urlo di tutta un'ondata giovanile. Il 1980 costituisce il punto focale della nuova Canzone Napoletana, fissando come ingredienti necessari il blues latino che si sposa con la melodia mediterranea. E' l'anno di "Nero a metà". Il linguaggio utilizzato dal cantautore è personalmente coniato, fatto di un divertente anglo-napoletano. E' in quell'anno che Pino Daniele viene chiamato allo stadio San Siro di Milano per aprire lo storico concerto di Bob Marley. Pino Daniele ha un progetto ambizioso: raccogliere il meglio dei musicisti napoletani del momento. Ci riesce, con l'album "Vai Mò" del 1981: James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso e Rino Zurzolo e lo stesso Pino Daniele formano una macchina perfetta "da combattimento", una vera e propria bomba che esplode quello stesso anno a Napoli in un indimenticabile concerto tenuto gratuitamente in Piazza del Plebiscito, con oltre 200.000 persone! Segue "Bella 'Mbriana", del 1982, e una serie d'incontri, primo tra tutti con il sassofonista Gato Barbieridal vivo a Bari nel 1985, quando Pino è già un artista affermato. Alcune registrazioni di questo concerto faranno parte della raccolta 'Sciò Live', che porta un'evoluzione al suo stile, portandolo ad una forma di "world music" decisamente in anticipo sui tempi. Comincia una tournée che ha tappe in Canada, al Festival di Montreaux, all'Olympia di Parigi,  in Svizzera e in Germania. Le sue canzoni sono un inno alla napoletanità, ma contemporaneamente denunciano, pur se velatamente, i disagi della sua terra. L'esempio più lampante è sicuramente la bellissima serenata "Napule è". Altre bellissime canzoni su questo genere, non avendo un testo esplicito restano incomprese, riscuotendo così un successo inferiore. Nel 1984 si consacra artista di fama mondiale suonando con Santana e Bob Dylan ancora al San Siro. E il successo continua con gli album successivi, fino a "Bonne Soirée" del 1986. Pubblica "Schizzichea with love" nel 1988 e l'anno seguente "Mascalzone Latino", ma, a parte un paio di canzoni, traspare un Pino Daniele diverso e forse meno accattivante.







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