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Pino Daniele


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Biografia completa di Pino Daniele 5/6
Pino Daniele ritorna a cantare in napoletano?



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Pino Back To Home


Tante domande adesso nella mente dei fans di Pino, quando un nuovo album?, ancora tre anni da aspettare?, ancora uno sconvolgimento musicale o un ritorno alle origini?, Pino canterà ancora in lingua Napoletana?.........una cosa è sicura qualunque cosa farà noi saremo qui ad aspettare!!!! Nessuno di sicuro si aspettava che dopo poco più di un anno dall’uscita di “Passi D’Autore”, Pino Daniele potesse regalarci un nuovo lavoro discografico, anzi, molti erano già pronti ad nuova estenuante attesa, ma, l’imprevedibilità che sa sempre caratterizza il nostro amato “Mascalzone Latino” ci ha permesso, dopo appena un anno, di riparlare di un nuovo progetto discografico. “Iguana Cafè – Latin Blues e Melodie”, questo è il titolo del nuovo album di Pino Daniele uscito da pochissimi giorni, album che è già al centro dell’attenzione dei Media e dei fan che come la solito sono schierati in due differenti scuole di pensiero, c’è chi è a favore del “nuovo” modo di fare musica del cantautore partenopeo e chi, invece, è rimasto inesorabilmente legato alle vecchie produzioni, ma lasciamo queste considerazioni ad altre sezione del sito e parliamo di questo nuovo lavoro. Nell’album “Iguana cafè”, è possibile ascoltare tredici brani, di cui due cover (una strumentale) e undici inediti di cui uno strumentale, il tutto per una durata di appena trentasei minuti. La storia di questo nuovo album è iniziata nel mese di agosto con la pubblicazione radiofonica del brano “It’s now or never” versione inglese del classico napoletano “‘O sole mio” di Capurro e Di Capua e che vide la prima versione in inglese prodotta dal mitico Elvis Presley. Tutto quello che fu detto lo scorso anno per l’album “Passi d’Autore”, dove la ricerca di nuove sonorità era evidente, vedi i pezzi di carattere madrigalistico o le cover di puro Jazz, non possiamo sicuramente dire di questo nuovo album, dove più che nuove sonorità possiamo ascoltare un Pino Daniele che fa un chiarissimo riferimento a quelle che sono state le sue produzioni passate. “Iguana Cafè” può essere considerato a nostro avviso, l’album dei “ritorni”, partendo dalla chitarra, finalmente in primo piano in molti brani con assoli brevi ma intensi, fino ad arrivare alla presenza importanti nomi del panorama musicale mondiale, come Nanà Vasconcelos e Karl Potter indimenticabili protagonisti di album capolavoro come “Musicante” e “Ferryboat”, passando addirittura da una serenata, “Serenata a fronn ‘e limone” scritta e cantata in lingua napoletana e brano in cui si evince un chiarissimo riferimento a “Chella llà” del grande e compianto Renato Carosone.Tutti segni questi che fanno di “Iguana Cafè” un album dove Pino ha voluto sottolineare il fatto di non aver assolutamente dimenticato le sue origini pur volendo rimanere in linea con quella che è ed è stata la sua musica in questi ultimi anni. Ad accompagnare Pino in questo nuovo viaggio c’è una novità che riguarda la presenza di un quartetto d’archi AMIT che ha dato, nostro avviso, una grande finezza compositiva a tutto l’album mentre era chiaro il fatto che ci sarebbe stata la presenza degli ormai inseparabili amici Fabio Massimo Colasanti e Gianluca Podio già protagonisti in “Passi d’Autore”. La chitarra di Pino come già detto è molto presente e vanno per questo sottolineati senza dubbio i due brani strumentali l’inedito “Marì”, a nostro avviso il brano più bello di tutto l’album e il classico “Patricia” cover del famosissimo brano del musicista cubano Perez Prado. Questo “Iguana cafè” tutto sommato risulta essere un album piacevole nell’ascolto, un album che sicuramente non ha le pretese di essere premiato per l’innovazione né di essere tra gliLa copertina del DVD IGUANA CAFE' LATIN BLUES E MELODIE (2005) album che faranno la storia della musica, ma in generale può essere considerato un album in linea con la musicalità che Pino ha voluto trasmettere in questi ultimi anni. La cosa più interessante è che a dire dello stesso Daniele, questo “Iguana cafè” dovrebbe essere una prima parte di un progetto più lungo, progetto che si svilupperà nei prossimi mesi con l’uscita di un nuovo album e con l’organizzazione di un tour che permetterà a noi tutti di  verificare live la riuscita o meno di  questo progetto discografico. Dopo 2 anni in giro per i teatri italiani, Pino Daniele torna ad incidere un nuovo disco... Il 16 Febbraio 2007 esce a sorpresa (l'uscita era prevista per metà anno)"Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui" anticipato già dal 26 Gennaio dal singolo Back Home. Solo il titolo del singolo è già tutto un programma, Back Home, tradotto in italiano 'Torno a casa'; Pino Daniele è tornato al cento per cento un artista vecchia maniera, di quelli ormai quasi introvabili: nel senso che, dimenticato l’urto dei singoli radiofonici di facile presa, appare sempre più incurante di mode e tendenze, e passa il suo tempo sperimentando per ore in solitudine, in studio o a casa, affiancato solo da collaboratori fidati, oppure dalla moglie Fabiola, nell’allegra confusione che possono provocare tre figli piccoli (l’ultimo ha solo un anno, le bimbe più grandi suonano entrambe parecchi strumenti). Da questa vita un poco autarchica e tutta proiettata all’interno della musica, nasce Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui, un disco polemico almeno nel titolo («Il nome e l’indirizzo sono ormai le mie uniche certezze, voglio ricominciare con cose sicure», spiega), che è un’infilata di dieci canzoni composte guardando a tre filoni: la cultura napoletana, quella brasiliana, la ricerca elettronica. Fare un disco per Pino non è confezionare un prodotto, ma esprimere una sensibilità, anche se è sempre più difficile trovare gente che suoni. Contano soltanto il marketing e il look, ma lui non si tinge e cerca di continuare il suo percorso seriamente. «Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui». Ovvero «ricomincio da me, da quel poco che so ancora, da quel minimo di certezze che non ho ancora perso». Il mascalzone latino ha in bocca il sapore amaro di una vita che non capisce più. «Il mio primo lp, ”Terra mia”, è uscito nel 1977, Logo: Il mondo visto dalla luna del disco 'Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui'trent’anni fa. Il nuovo, in fondo, gli è fedele: dentro ci sono melodie, blues più o meno latini, radici napoletane. Ma io sono diverso da allora e intorno a me il mondo è cambiato, anzi è crollato e così campo alla giornata. E faccio le cose che so fare, che amo fare - suonare e cantare - anche se a volte mi sento un pesce fuor d’acqua». «Succede che non mi adeguo, non mi tingo di nero i capelli bianchi, non faccio lifting, non inseguo le radio e le tv che non passano i miei pezzi, per le quali è reato usare il dialetto proprio ora che sto tornando ad usarlo, sia pure per testi più brevi del titolo. Succede che per qualcuno la parola ”cultura” è un reato e la musica un rumore di fondo, al massimo colonna sonora da spot. Succede che venivamo da lontano e non so se andremo lontano, che mi sento come mio nonna quando di fronte alla tv diceva di non capire i telefilm americani. Io sono un fan di ”Dr. House” e di ”24”, ma la società raccontata dai reality non la capisco. Comunque non è il mio mestiere, e allora suono». Forse è per questo che «Il mio nome...» bada più alle note che ai versi, che il suonautore prende il sopravvento sul cantautore? «Può essere. Uso parole semplici ma sincere, parlo d’amore, di quelle poche cose cui riesco ancora ad attaccarmi. Sono cresciuto con degli ideali, delle speranze. Qualcosa di buono l’abbiamo fatto, ora siamo senza punti di riferimento». Sfiducia nei giovani? «Come potrei esserlo con dei figli così piccoli ai quali affidare il mondo, da preparare al mondo? Ad esempio, ascolto con curiosità il pop americano che piace alle mie figlie, ci sono cose carine e altre no. Ma poi torno alla mia musica: jazz, blues, classica, canzone napoletana». «Il mio nome è...»: ma chi è oggi Pino Daniele. «Un uomo di 52 anniCover del singolo dell'album 'Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui' Back Home (anno 2007) che non sa parlare l’inglese. Da bambino me ne vergognavo, oggi lo faccio studiare alle mie figlie, che vivono, e mangiano e ascoltano musica, in un mondo sempre più ”multiculturale”, parola molto più bella di ”globale”». il cantautore partenopeo celebra trent’anni di carriera discografica rivendicando «il piacere di suonare, di sperimentare nuove forme per il repertorio musicale napoletano, dal quale provengo e che in fondo ho contribuito a reinventare, fra ritmi sudamericani, blues latini, ballate melodiche» e quant’altro. Anche perché «non ho mai costruito un repertorio a tavolino, non ho mai inseguito il successo commerciale. Non sono un discografico, non mi interessano le strategie di marketing. Oggi faccio quello che mi pare: se trovo ascolto bene, altrimenti resto a casa». La scelta è sensata: nei dieci brani del disco («che ho intitolato in questo modo perché riparto da queste due cose, da chi sono e dove sono») Daniele torna ad offrirsi come un compositore ispirato, e come uno strumentista di raro talento. Ascoltare, per credere, anche la chitarrina sottesa ma calda, alla Clapton, del primo singolo "Back Home". Locandina del Tour di Pino Daniele 'Il mio nome è Pino Daniele e Suono qui' del 2007 O il tempo lento, sentimentale, della magnifica "Vento di passione", uno dei due brani (l’altro è il riuscito "Il giorno e la notte") cantati assieme all’antica sodale Giorgia. Su "Mardi Gras" il clima è brasiliano, e il contributo vocale è del bassista Alfredo Paixao, che lo accompagnerà anche nel tour che parte il 23 aprile da Palermo e si concluderà (prima della tranche estiva) il 29 maggio al Palalottomatica di Roma. E quasi ovunque, tra i solchi, opera il trio dell’ex batterista dei Weather Report, Peter Erskine (con Dave Carpenter al basso e Bob Shepard al sax), mentre nelle due coraggiose sortite elettroniche di "Ischia sole nascente" e "Passo napoletano" è ospite un vecchio amico come il percussionista Tony Esposito. «A nessuno ho chiesto di affrontare un compitino, tutti si sono avvicinati a questa musica interpretandola e facendola propria», sottolinea Pino. «Back home» quindi sarà la prima canzone di un cd nel quale tornano ospiti come Giorgia, l’Art Lounge Ensemble e, a sorpresa, l’amico (musicista) ritrovato Tony Esposito. Ma nel nuovo capitolo della storia musicale dell’Uomo in blues torna soprattutto il napoletano, almeno nei due brani che chiuderanno il disco. Giorgia invece duetterà con Pino Daniele in «Il giorno e la notte» e «Vento di passione». I titoli delle altre canzoni sono «Rhum and coca», «Salvami», «Mardi gras», «Blues del peccatore», «L’africano», «Ischia sole nascente» e «Passo napoletano». Il ritorno di Tony Esposito, storico percussionista e collaboratore di Daniele, è stato proprio nei due brani «napoletani». Tra gli altri ospiti del disco il bassista «Alfredino» Paixao, impegnato anche come cantante in un branoCopertina dell'album 'Ricomincio da 30' e l’Art Lounge Ensemble nei brani «Mardi Grass» e «Blues del peccatore». dell'Iguana Cafè Tour dopo 25 anni si ritrovano sullo stesso palco per la prima volta Pino Daniele, James Senese e Tony Esposito. Con Mariano Barba e Gianluca Podio, praticamente la stessa band dell’Iguana Cafè Tour. E se sono passati dieci anni da «Dimmi cosa succede sulla terra» dove duettava con Giorgia in «Scirocco d’Africa», quest'anno è il trentennale di «Terra mia», primo disco di Daniele, uscito appunto nel 1977. Album che contiene «Napul'è» uno dei pochi «nuovi» classici della canzone napoletana ed italiana. Daniele, che vive nel Lazio ormai da molti anni, non ha mai rinnegato le sue origini e negli ultimi dischi è tornato, anche se in maniera indolore, a certe melodie e tematiche molto amate dai suoi primi fan. Pur essendo un ottimo strumentista non ha mai smesso di studiare e di confrontarsi con colleghi italiani e stranieri. Il tour 2007 parte il 23 Aprile da Palermo (Teatro Politeama) e attraverserà l'Italia e la Svizzera (tappa a Zurigo il 12 Maggio).







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