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Pino Daniele



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Napule E'
recensione su kataweb.it

Scorre come se fosse un film la storia discografica di Pino Daniele in questa compilazione che presenta aspetti molto vantaggiosi per il fruitore. Il primo è sicuramente di impronta economica, visto che si tratta di due cd venduti al prezzo di uno. Il secondo riguarda l'aspetto prettamente artistico di Daniele che, dopo oltre vent'anni di onorata carriera, sebbene abbia già immesso sul mercato tre album antologici (il primo nel 1991 dal titolo Sotto o'sole, una raccolta di canzoni d'amore, il secondo un live del '94, Sona mo' e l'ultimo Yes I know my way del 1998) pubblica un doppio cd che assembla il suo percorso, partendo proprio da quel Terra mia che lo ha imposto all'attenzione di pubblico e critica nel 1977 con i brani 'Na tazzulella 'e caffè e Napule e'. In un momento storico per la musica (il punk si preparava a vomitare raffiche al vetriolo con i Sex Pistols) Daniele si cimentava, in Italia, con il blues e sperimentava quell'intreccio di linguaggi composto dal gergo napoletano, dall'inglese e dal 'broccolino', un misto fra italiano e americano, che avrebbe giocato un ruolo decisivo nel suo futuro modo di comporre. Ecco, quindi, che i due cd si aprono, volutamente, con Napule è e Terra mia, proprio per ribadire che la carriera rivoluzionaria di Daniele parte da un punto preciso. E, come sempre accade per le raccolte, le canzoni si susseguono in oltre due ore di musica, ricordandoci quali e quanti successi il cantautore partenopeo ha composto: Che male c'è, Gente distratta, Je so' pazzo, Bella 'mbriana, Quanno chiove, A me piace o' blues, Je sto vicino a te, Quando, solo per citare parte della scaletta comprendente ben diciassette canzoni. Ed anche se non sono in ordine cronologico, stanno bene insieme, e ci danno degli indizi sull'amore che il nostro ha per il blues, per il jazz rock, e per il sound mediterraneo. Da notare anche l'evoluzione che la voce ha fatto nel corso degli anni: dal timbro pieno dell'inizio fino al falsetto dei giorni nostri.

Recensione di Donal Cantonetti su kataweb.it



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